scrivono di lei

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   Recensioni sul web:

                      

            "Vetrina" - pag.61 n.192 maggio 2003

         "Il topo" in Bambini a dondolo di Giulio Cavalli


     La stampa:

             



     Appuntamenti:

      

Roma, La Feltrinelli Libri e Musica
Galleria Colonna, 31/35
11 gennaio 2007 ore 18.00

Rossana Casale e Sara Cerri incontrano il pubblico in occasione dell'uscita di
Circo immaginario il nuovo disco di Rossana Casale ispirato al romanzo di Sara Cerri.
Rossana Casale canterà alcuni brani tratti dal suo nuovo CD.

      

Milano, Feltrinelli P.zza Piemonte
16 novembre 2006 ore 18.30
Sara Cerri presenta Circo immaginario Con Rossana Casale

      

Scandicci Biblioteca civica "Mario Augusto Martini"
5 aprile 2006 ore 10.30
Presentazione di 'Circo immaginario'


      






Settimana del libro per ragazzi ed educatori
Livorno 21 febbraio 2006
Il Giardino dei Libri di Corso Amedeo organizza la "Settimana del libro per ragazzi ed educatori", II edizione di una mostra mercato che dal 20 al 25 febbraio vedrà la
presentazione di diverse case editrici specializzate nella produzione per bambini e ragazzi.
Si comincia il 20 con le attività di laboratorio di Editoriale Scienza; il 21 la Fabbri sarà rappresentata dalla scrittrice viareggina Sara Cerri autrice di romanzi dedicati agli adolescenti; il 22 le Edizioni Corsare con il libro “Musici, giocolieri e saltimbanchi” di Fulvia Degli Innocenti. Il 23 Salani presenterà “Tutta un’altra musica in casa Buz” di Lucia Vastano. Il 24 Fatatrac, rappresentata dall’art director Arianna Papini. Riservato a insegnanti, genitori e psicopedagogisti l’incontro del 24, che vedrà la presentazione delle Edizioni Erickson, non
solo una casa editrice, ma un centro studi, che si occupa di psicologia, didattica, e tematiche sociali. La conclusione, il 25, alla casa editrice Mursia, con Alberto Cavanna, autore della collana “Piccoli pirati”.



Firenze, Melbookstore
10 febbraio 2006, ore 18.00
Sara Cerri presenta "Circo Immaginario" con Marco Columbro e Luca Pieruccetti

      

Scuola Città Pestalozzi 
Il 13 dicembre 2005 alle ore 14.45
Biblioteca dei Ragazzi Santa Croce - Q.1 Comune di Firenze
Sara Cerri incontra i ragazzi di Scuola Città Pestalozzi
Ornella Matteini introduce brani scelti da 'Circo immaginario'

       Fieri di leggere 2005 
(Coop. Giannino Stoppani in collaborazione con l'Associazione Culturale Hamelin)
Incontri con l'autore:
Biblioteca di Castiglione dei Pepoli, Bologna
Venerdì 15 aprile 2005 ore 9,30 - Sara Cerri presenta il suo 'Circo immaginario' -


     Fiera Internazionale del libro per ragazzi - Bologna - Docet
15 aprile 2005 ore 14.00 -16.30
Luisa Sacchi e Beatrice Masini della Casa Editrice Fabbri incontrano i librai per discutere
di libri per ragazzi: tendenze di mercato, percorsi, scelte, opportunità.
A cura di Fabbri Editori - RCS Libri
Intervengono: Beatrice Masini, Luisa Sacchi e gli autori Aquilino, Sara Cerri,
Loredana Frescura, Alessia Tucci, Laura Walter
Sala Allemanda - Ammezzato Pad. 33/34

       Fiera del Libro - Basiglio, Milano
Sabato 12 aprile 2003 ore 16.30
Incontro con l'autore: Sara Cerri presenta "Grande blu"
    

Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi - Bologna
Stand Fabbri in Docet - Sabato 5 aprile 2003 ore 15.00
Sara Cerri legge "Grande blu"
       Fieri di leggere - "Gli adolescenti": collane, libri, autori che parlano agli adolescenti
(Coop. Giannino Stoppani in collaborazione con l'Associazione Culturale Hamelin)
Incontri con l'autore:
- Biblioteca Argelato, Bologna - Giovedì 3 aprile 2003 ore 10.00
- Biblioteca Lame, Bologna - Sabato 5 aprile 2003 ore 10:00


 

Fiera Internazionale del libro - Torino
Spazio Giovani - 17 maggio 2002
presentazione dei libri: "La testa fuori" di Sara Cerri e "Bazar" di Francesco D'Adamo
a cura di: Edizioni EL

 

Libernauta 2002 - Scandicci (Fi) 11 aprile 2002
Sara Cerri, Francesco D'Adamo, Sandrone Dazieri
presentati da Enzo Fileno Carabba



Intervista a Sara Cerri di Piergiorgio Paterlini

Cosa significa per lei raccontare storie?
Il desiderio di raccontare storie è nato dopo che ho lasciato definitivamente Viareggio, la mia città di mare. Non so se per il desiderio di mettere ordine alle tante emozioni che provavo e alla nostalgia per un periodo bellissimo che si era chiuso il giorno in cui con le valige colme avevo preso il treno per cominciare la mia vita nuova a Firenze.

Nei suoi libri, e anche in questo ultimo, La testa fuori, la realtà ha una parte preponderante sulla fantasy. E’ così? E perché?
La testa fuori, come tutti i miei lavori, parte dalla memoria di un luogo e di un periodo, da un vissuto personale, sul quale si innesta una storia immaginaria. Quando comincio a scrivere inizio sempre non solo da una situazione reale, ma da una situazione di particolare interesse per me, oltre che da un personaggio che nasce nella mia testa. Cerco poi di conoscere questo personaggio a fondo. A questo punto personaggio e storia si sviluppano insieme e non so mai dove il racconto mi porterà alla fine.

Le ultime due generazioni di ragazzi sono state definite dai sociologi come generazioni "senza memoria": proiettate nel futuro, ma prive di radici. Se questo è vero, non è stata una scelta arrischiata ambientare la sua storia addirittura nel 1967?
E’ stata una scelta difficile, ma non direi azzardata. Non è vero che ai ragazzi manchi la memoria storica. E comunque la curiosità riguardo al passato esiste in loro. Io ho tre figli, che hanno rispettivamente dieci, diciassette e vent’anni. C’è stato sicuramente uno strappo tra le nostre generazioni, ma le domande, i problemi sono sempre gli stessi, anche se vissuti in un contesto diverso e con strumenti diversi: gli amici, l’amore, il gruppo. Direi allora che parlare di questi temi nel contesto degli anni Sessanta ha rappresentato per me una sfida: verificare se questo confronto li poteva coinvolgere. Anche da esperienze precedenti, sono convinta di sì.

Al di là della sfida, ci sono motivazioni personali dietro questa scelta?
Certamente. Scelte emozionali più che razionali. Il 1967 è un anno significativo per me, un anno cerniera, l’anno del declino del vecchio e dell’insinuarsi del nuovo. Nella mia scrittura c’è questa componente forte: la voglia di raccontare un mondo che non esiste più, ma del quale conservo immagini, odori, accadimenti. Mia nonna gestiva uno stabilimento balneare. Ricordo ancora quando Carlo Dapporto, tutto vestito di bianco, veniva a farsi fare le punture ricostituenti in casa sua, e io mi nascondevo dietro la porta per spiarlo; e ricordo una poltrona rossa dove dovevo sedermi solo dopo essermi lavata via la sabbia, perché era la poltrona preziosa dove si era seduto tanto spesso Guglielmo Marconi. E ricordo perfettamente i clienti allineati sotto alle cabine, dove il caldo è cocente, spesso a ripararsi la testa dal sole con un ombrello di mussola mentre attendono il loro turno di essere ricoperti di sabbia calda. Che poi è il lavoro che fa Marina, la mia protagonista quindicenne nel romanzo.

Due parole sulla sua scrittura
Prediligo la leggerezza, cioè una scrittura che non faccia trapelare tutta la fatica che esiste dietro alla costruzione di una pagina; una scrittura che appaia facile e pulita, che prenda il lettore per mano e lo trascini con sé fino alla fine

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Il Tirreno - Sabato 15 Dicembre 2001

    
   L'estate in Versilia vista da una adolescente
    a cura della libreria la vela

VIAREGGIO. Capita di rado di imbattersi in libri belli ed essenziali come La testa fuori di Sara Cerri (Edizioni EL, 13.000 lire, 6,71 euro). Soprattutto se consideriamo il libro in questione è il racconto di un'estate versiliese del 1967, vissuta con gli occhi di una bambina alle soglie dell'adolescenza.
Oddio, viene da pensare, chi ci salverà dal salire sulle spalle di giganti come Golding, King, Calvino, Bradbury e via dicendo? O dall'effetto cartolina illustrata? Tutto questo, però, non succede. Fin dalla partenza di Marina per la Versilia, su una sgangherata Ape, la narrazione in tempo presente, un presente abbacinante come il sole d'agosto allo zenith, spazza l'orizzonte da qualsiasi miraggio di smancerie letterarie.
Quell'estate è un'estate vera. E soprattutto quella ragazzina è una ragazzina vera. Sensibile, fragile ma cinica come può essere chi è ancora con un piede nell'infanzia. Sono veri i colori, il sole, gli odori del vento e della sabbia; sono veri gli echi dei primi movimenti hippy, e il presentimento di una perdita dell'innocenza che si avvicina, per Marina ma anche per la Versilia e per l'Italia intera. Il boom sta lentamente finendo.
Cento pagine senza una parola di più di quello che serve, che ci consegnano senza languori inutili un racconto di ricordi fresco e dinamico. Sara Cerri (che è nata a Viareggio e ora vive a Firenze) ci racconta di una Versilia bella e incantata, fuori da ogni retorica e nostalgia e che l'autrice dimostra di conoscere molto bene. Il libro tocca corde antiche, ma la mano è felice: certe estati sono perdute per sempre, e per sempre dentro di noi.

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Informatore marzo 2000 - Unicoop Firenze


In aumento le nascite.
Ma soprattutto torna la voglia di figli

di Silvia Ferretti



Saremo una popolazione di vecchi. Camperemo forse fino a cent'anni, ma pochi di noi avranno la soddisfazione di sentirsi chiamare nonno.
Non è bastata una lieve ripresa delle nascite a cambiare la situazione di un paese poco disposto a mettere al mondo nuovi figli. Certo, il periodo più buio ormai ce l'abbiamo alle spalle. La parabola discendente, imboccata negli anni '80, ha cominciato lentamente - e faticosamente - a risalire. Anche se, è bene sottolinearlo, il merito è in gran parte delle donne immigrate. Una presenza molto forte anche in Toscana, dove vivono ormai stabilmente popolose comunità di cinesi, balcanici, nordafricani, filippini.
Nell'ultimo decennio, quello che ci ha accompagnato al 2000, l'anno peggiore per le nascite è stato il '95, con 25 mila 184 nuovi arrivati. La situazione migliora sensibilmente nel '98, anno i n cui nascono quasi 2 mila bambini in più (27 mila e 36, per la precisione). Ancora troppo pochi, comunque, per superare la soglia della desolante crescita zero. 'Tra le cause di questo calo delle nascite - analizza il dottor Giuseppe Assenza, primario dell'Unità operativa di pediatria dell'ospedale S. Maria Annunziata di Firenze - c'è senza dubbio l'incertezza del futuro, un'instabilità economica e sociale, la mancanza di politiche di sostegno a favore della maternità. Anche se negli ultimi anni qualcosa, finalmente, è cambiato, sia a livello di normativa nazionale (vedi il congedo di maternità previsto anche per i padri, nda) che di servizi attivati sul territorio a livello regionale'. La Toscana, su questo fronte, è particolarmente attiva. Al settore materno-infantile è dedicato un ampio capitolo del piano sanitario regionale, che affronta l'evento della maternità da ogni possibile angolazione, prima e dopo la nascita. Si va dai corsi di preparazione all'assistenza domiciliare post-parto, quest'ultim a ancora in fase di sperimentazione. Tutto è affidato alle aziende sanitarie, che operano attraverso una rete integrata di servizi, sia territoriali che ospedalieri, per garantire la qualità e la continuità dell'assistenza alle donne che stanno per diventare mamme e, in seguito, anche ai loro pargoli. In ogni distretto opera una vera e propria squadra, formata da un'ostetrica, un ginecologo, uno psicologo, un assistente sociale, un pediatra e un infermiere professionale.
'Le cose sono migliorate da quando le donne sono entrate a far parte delle amministrazioni, portando il loro bagaglio di energie e di sensibilità - sottolinea Sandra Maggi, presidente dell'Istituto fiorentino degli Innocenti -. Nonostante tutto i servizi restano insufficienti. C'è però un disegno di legge, presentato dalla parlamentare fiorentina Francesca Chiavacci, mirato proprio a potenziare i servizi per l'infanzia e ad abbatterne i costi per le famiglie, promuovendoli da servizi a domanda a servizi educativi'.

Mamme e babbi raccontano
Fin qui le statistiche, le leggi, i numeri di un fenomeno che sta preoccupando tutta l'Europa. Ma la nascita di un figlio è un evento che ancora oggi stupisce e affascina, una sorta di miracolo che continua a ripetersi, nonostante tutto. Ogni nascita è una storia a sé, con la sua scia di sentimenti, spesso contraddittori.
Tante emozioni raccolte in un libro, 'Storie di nascita' (edizioni Giunti), curato da Sara Cerri, scrittrice e madre di tre figli. Sono 18 storie, in gran parte inedite, testimonianze di donne - ma c'è anche quella di qualche papà - che hanno deciso di raccontare, appunto, le loro esperienze di nascita. Intesa non solo come parto, ma anche come crescita, o come rinascita.
'Sono molto affezionata a questo libro, al quale ho lavorato di getto, con grande passione - spiega Sara Cerri -. L'idea mi è venuta quando c'era la guerra in Kosovo. Ho cominciato a raccogliere le testimonianze con la voglia di comunicare un messaggio di vita, che emerge sempre e comunque, prepoten temente'. Sfogliando il libro commuovono - e divertono - le vicende di una tata, che ha visto nascere e crescere dei figli non suoi, scegliendo di rimanere una 'mamma quasi'; o quelle di un'ostetrica, compagna di viaggio per mamme e babbi spaventati in mille notti di travagli. Lucia Renghi ricorda il suo bambino mai nato, Olivia mette a confronto quattro generazioni di donne, sua nonna, sua madre, lei stessa e sua figlia. Un'altra Olivia racconta la sua gioia nel diventare mamma adottiva di due bambine arrivate come un dono da paesi lontani, mentre Eugenia Alva viaggia con la mente, immaginando di partorire nella sua India. Gli uomini fanno la loro parte con tre racconti, uno dei quali dell'attore Marco Columbro - che fatica non poco ad accettare il suo nuovo ruolo di padre -, le vignette di Sergio Staino e Giuliano Rossetti. Le illustrazioni hanno anche una mano femminile, quella della pittrice Gianna Scoino, che per l'occasione ha disegnato con pennarello su carta da cucina. Il libro chiude con un invito alla riflessione. Nell'ultimo racconto, il solo ad essere stato completamente inventato, Elisabetta è una donna, non più giovane, che accetta di far crescere nel suo grembo il figlio di sua figlia. Il tema apre inquietanti interrogativi, gli stessi che negli ultimi tempi hanno suscitato non poche polemiche: è giusto voler diventare mamme ad ogni costo, senza fermarsi di fronte a niente e a nessuno? E' un atto d'amore o di egoismo? E quale futuro può garantire una mamma-nonna al figlio che quasi sicuramente non riuscirà a veder crescere? Ognuno cerchi dentro di sé la sua risposta.

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