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cava de' tirreni  1999

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avagliano editore

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collana Lo Stellato

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"Storie dal nuovo mondo"
a cura di
Luigi Giordano
introduzione di
Idolina Landolfi

Gaetano Cappelli
Marosia Castaldi
Sara Cerri
Carmen Covito
Sergio De Santis
Raffaele Nigro
Antonio Pascale
Luigi Pingitore
Monica Sarsini
Michele Serio
Dario Voltolini

premio internazionale Alfonso Gatto
al racconto "Cuore freddo"


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copertina: Segno Associati
elaborazione grafica
da un dipinto di Hans Memling

    .......  



  Ai lavatoi c'era aria di primavera, anche con il ghiaccio sull'acqua delle vasche. Le donne lo rompono con la pressione di un dito e cacciano sotto le lenzuola. È ghiaccio leggero, dicono mentre bagno una stoffa rossa.

  Arrivò il giorno. Bussò alla porta. Aprii.
  Aveva i capelli tagliati di fresco, il suo bel grembiule pulito, la sporta di plastica tra le mani color notte spruzzata di stelle, uguale alle carte lisce e lucide che involtavano le mie spese.
  Permesso, fa.
  Mi aiutò a mettere via i prodotti. Me ne passava uno, io lo liberavo dal foglio con le pagliuzze oro che mettevo da parte, e gli cercavo un posto; lui alle mie spalle mi aiutava a trovare un ordine. Sentivo freddo di fronte a me, con lo sportello del frigorifero aperto, un po' come quando stavo con l'avvocato, che il cuore mi si gelava; ma dietro le spalle avevo il droghiere, parlava con la sua voce calda e muoveva le mani lunghe che così da vicino non avevo mai visto. Bene, dice alla fine battendole assieme, un colpo leggero come lo sportello del frigo che si richiude.
  Non vada via subito, gli dico. Ho un tè buono da assaggiare.
  Ho preparato una miscela inglese. Lui beveva piccoli sorsi, e lo vedevo assorto in chissà quale grande pensiero. Il mio era che lui era lì, di fronte a me, avevo finito da poco quel vestitino rosso che indossavo, un filo mi pendeva dalla manica, la stoffa sapeva di nuovo.
  Ho portato delle spezie, dice. Ti piacciono?
  Si chinò, sollevò la borsa di plastica e pose sul tavolo, lentamente, cinque piccoli barattoli di vetro chiusi da un minuscolo tappo d'argento.
  Oh, il cardamomo, faccio. Il ginepro. Il coriandolo. Il cumino. Oh, il dragoncello, e non potevo trattenere la mia felicità.

  Quando tornò fu per portarmi fuori, al veglione in maschera di San Valentino, al Circolo sotto casa mia. Doveva allestire il banchetto e mi voleva con sé. Era una serata tiepida, il traffico era poco.
  Suonò il campanello ed era lui. Aveva il grembiule sopra una bella camicia con le maniche tirate su, un maglione sulle spalle.
  Non lo aspettavo così presto e vado di là a vestirmi, il mio vestito da dama è pronto.
  Ehi, faccio affacciandomi al salotto.
  Lui alza gli occhi, due porte aperte verso me.
  Gli vado incontro ed è come se gli dico tante cose insieme quella sera: mormoro, sussurro, bisbiglio: tutto un vocicchiare e un ridacchiare se mi chino, mi volto, o faccio qualche passo con l'abito che indosso, confezionato con le carte colore cielo notturno cucite assieme...
  Tutte quelle che avevo conservato per il tempo lungo del corteggiamento.

  Il droghiere mi ama.






























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Copyright © 2002 - Sara Cerri