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cava de' tirreni  1999

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avagliano editore

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collana Lo Stellato

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"Storie dal nuovo mondo"
a cura di
Luigi Giordano
introduzione di
Idolina Landolfi

Gaetano Cappelli
Marosia Castaldi
Sara Cerri
Carmen Covito
Sergio De Santis
Raffaele Nigro
Antonio Pascale
Luigi Pingitore
Monica Sarsini
Michele Serio
Dario Voltolini

premio internazionale Alfonso Gatto
al racconto "Cuore freddo"


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copertina: Segno Associati
elaborazione grafica
da un dipinto di Hans Memling

    Cuore freddo

  Avevo il cuore freddo, per l'autunno passato. Un amore finito mi aveva lasciato il cuore di ghiaccio, anche se avevo tanto da cucire e cucinare. Se cucivo lo facevo solo per me, mi coccolavo con un abito nuovo che mi cresceva tra le mani, l'ago avanti e indietro, la testa ai punti che marciavano... Cucinare per me soltanto non mi dava gusto, ad assaggiare le mie torte alla frutta, gli sformati e gli arrosti con piselli, o patate e carote, venivano gli amici. Sedevano a tavola, la sera, e chiudevano il sacchetto della loro giornata, vi lasciavano dentro briciole di discussioni, pensieri di lavoro, rabbie e riflessioni e si prendevano tutto lo spazio per il piacere, senza più fretta, e cantavano dopo cena alla chitarra con un giro di do, una canzone che faceva:
  Sarà forse il vento che non l'accarezza più, sarà il suo cappello che da un po' non gli sta su...
  Facevo la spesa nel quartiere: la carne da Elviro, la verdura dalla Giannina, il pane dalla Dalia. Pulire la cucina era compito mio; è gradevole se gli ospiti sono contenti e accuditi, vederli sul divano sprofondati mentre sparecchi la tavola, e grattare le pentole, lucidare i coperchi, ascoltandoli cantare:
  Sarà quella ruga di ridente nostalgia, o la confusione tra la vita e la poesia...
  Una sera portarono l'avvocato a cena, i miei amici. Si erano convinti che dovevo sposarmi. Dicono: Hai tutte le carte in regola per farlo, e mi presentano l'avvocato.
  Era difficile conoscerlo. Parlava e parlava, con l'orecchio stretto al suo telefonino, sempre, e mi chiedeva con gli occhi di andare nell'altra stanza quando tutti cantavano a voce alta:
... Va, su un cavallo bianco, col suo tormento lontano va...
  Aveva tra i suoi clienti la proprietaria di un bel negozio di stoffe e mi portava dei ritagli colorati ogni volta che veniva. Erano scampoli pregiati, velluti damascati e sete antiche mai viste. Mi piacevano molto e andavo a bagnarle nell'acqua fredda dei lavatoi nella piazza. Le donne strofinavano i loro bruschini sui lenzuoli, a vederle dicevano: Che seta! Che bel velluto!
  Io sorridevo tornando a casa e cominciavo a cucire una gonna patchwork per uscire con l'avvocato, e speravo che a vedermi avrebbe spento ogni comunicazione con il mondo, per accenderla con me.
  Suonava due volte la tromba dell'auto al sabato, io scendevo con le stoffe cucite attorno ai fianchi, le scarpe con il tacco, e mi sedevo accanto a lui.
  Sapere che era richiesto tanto, che aveva clienti che per tempo infinito cercavano la linea libera per avere una parola sulla loro causa, all'inizio mi piaceva... anche sentirlo sciorinare gli articoli del codice a memoria, a me che parlo poco, mi esprimo più con le cose che faccio che con le parole, mi aveva affascinato.
  Lo sentivo dire:
Il giudice tutelare deve vigilare sull'osservanza delle condizioni... Chi vuole piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti... Il creditore è in mora quando, senza motivo, non riceve il pagamento offertogli nei modi indicati dagli articoli 1207-1214... La promessa di matrimonio non obbliga a contrarlo, né ad eseguire... Art. 118: abrogato.

  Il tempo e i giorni passarono, e non cambiava nulla; non sapevo mai che dire tra una chiamata e l'altra, pochi secondi, qualche bacio sotto la notte.
  Dalle collina dove mi portava guardavo il panorama.
  Cominciava l'inverno sotto un cielo colmo di stelle, da lassù poteva ricevere bene la linea: In barba alle zone oscure dove non si prende, diceva mentre percorrevamo la strada vecchia in salita. Avevo tante cose da vedere, collocare dall'illuminazione le case che conoscevo, e le strade, e cercare di capire certe zone dove non vado mai.... ma dopo qualche tempo mi pareva di saperlo a memoria quel paesaggio, da tutti i punti di vista della collina, e sapevo a memoria anche il codice civile che di punti di vista ne ha uno solo, e neppure potevo portare il mio lavoro di cucito. Cucire al buio è impossibile.
  Cominciai a sentire freddo, al cuore sopratutto: mi si gelava.
  Continuavo a vedere l'avvocato, ma a volte prima d'uscire insieme con lui mi prendeva come un pianto interno, un calare in una grotta, un sentirmi stringere le spalle senza sapere perché. Un sabato di novembre restai nascosta, in casa, a luce spenta, per fargli credere che non c'ero. Suonò. Suonò la tromba dell'auto due volte e due volte il campanello, e poi sentii lo squillo del suo piccolo telefono. Lui rispose, e se ne andò.
  Seguitò per molto a passare sotto la mia finestra, fermarsi, lasciare un pacchetto di stoffe di fronte al portone, rispondere al telefono e partire sgommando. Una cappa di fredda tristezza continuava a possedermi. È vero che non ne potevo più di quell'uomo, mi sarebbe piaciuto però che quell'amore neppure conosciuto, ma solo sfiorato, avesse insistito un poco di più, bussando alla porta, magari, per chiedermi perché non volessi più vederlo.
  Con il cuore freddo stavo male, così m'aveva lasciato quella storia, maledivo di averla avuta. Ogni volta che avevo desiderato qualcosa dall'avvocato, e m'aspettavo che sapesse esaudirla, mi trovavo tra le mani un pacchettino di stoffe pregiate che mi portavano calore nei vestiti, ma non al cuore.
  Le gettai via, in strada.

  Ricominciai con la cucina. Tornarono gli amici ad assaggiare i miei piatti la sera, e a cantare alla chitarra con un giro di do, quella canzone:
  Dov'è silenzio... dov'è silenzio, dove...

                                                                                                    continua  

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